Bose: ordinazioni top secret

10.11.2021

Neanche un giorno di seminario e nessuna licenza in Sacra Teologia, così il Vescovo Farinella ammette agli ordini sacri due "monaci" di Bose. Il 22 dicembre 2021 saranno ordinati diaconi transeunti nella Chiesa della comunità. 

Nonostante in Francia, recentemente, siano emersi diversi problemi in merito alla formazione e alle ordinazioni presbiterali fatte con leggerezza, le quali hanno poi portato a scandali che hanno colpito la Chiesa universale, ancora oggi, in diverse diocesi italiane ci sono vescovi che continuano a conferire ministeri ed ordinare soggetti senza alcuna valutazione né spirituale né umana.

Abbiamo visto come diverse problematiche siano emerse nella comunità di Bose, in particolare sotto il priorato di Fr. Luciano Manicardi. Oggi constatiamo come la deriva di questa comunità continui con l'appoggio anche del vescovo, il quale è completamente sottomesso alla volontà della Segreteria di Stato e dell'emissario pontificio. 


A dicembre le ordinazioni diaconali 

Il 22 dicembre 2021 il vescovo di Biella ordinerà diaconi Fratel Fabio Baggio e Fratel Raffaele Ogliari. I due candidati sono stati ammessi agli ordini sacri dal Vescovo Farinella durante la celebrazione del vespro il 10 settembre 2021 nella chiesa della comunità. A distanza di brevissimo tempo, sono stati conferiti i ministeri di lettorato e accolitato il 27 ottobre 2021 nella cappella dell'arcivescovado di Biella. Si ricorda ai lettori che solitamente il percorso dei candidati al presbiterato prevede 5-6 anni di studi teologici e i ministeri si ricevono durante questo periodo di formazione, più o meno, nei seguenti modi (differisce da diocesi in diocesi): ammissione agli ordini sacri al terzo anno, lettorato al quarto, accolitato al quinto. 

Il vescovo di Biella e la comunità di Bose hanno invece ritenuto di contravvenire a quanto disposto anche nella Ratio Fundamentalis e portare all'ordinazione presbiterale due persone senza alcun percorso formativo. 

Il Vescovo diocesano (o i Vescovi interessati, nel caso di un Seminario interdiocesano), coadiuvato dalla comunità dei formatori del Seminario, ha il compito di elaborare un progetto di "formazione integrale", chiamato anche itinerario formativo, e di promuoverne l'effettiva applicazione, nel rispetto delle diverse tappe e del percorso pedagogico proposto in esso. 

Ratio Fundamentalis  


Diverse le problematiche anche sul piano del diritto. Il Can. 1035 - §1 del Codice di diritto canonico prevede infatti: 


Prima che uno venga promosso al diaconato sia permanente sia transeunte, si richiede che abbia ricevuto i ministeri di lettore e accolito e li abbia esercitati per un tempo conveniente. 


Ci domandiamo se 56 giorni, al vescovo canonista, sembrano un tempo conveniente. Non si capisce come si possa ritenere un tempo si tanto breve, conveniente.

L'ordinazione sarà conferita di mercoledì, quando in realtà il Can. 1010 CJC prevede che sia celebrata di domenica. Non si vedono qui ragioni pastorali che possano giustificare la celebrazione in questa data.

All'evento non è stata data alcuna pubblicità, anche questo in completa dissonanza con quanto predicato dai nostri monaci figli del Concilio Vaticano II. Il canone 1011 §2 ribadisce un principio importantissimo che magari qualche pretuncolo milanese, il quale non sa neppure vestirsi da prete, ci potrebbe spiegare meglio. 

All'ordinazione debbono essere invitati i chierici e gli altri fedeli, affinché vi partecipino nel maggior numero possibile.


La partecipazione del popolo e del clero in cui questi futuri presbiteri si andranno ad aggiungere è fondamentale. Forse è il caso di rileggere la Sacrosantum Concilium ( in particolare 14, 19,21, 27,30, 41, 48 e 114)


La mancanza della preparazione teologica

Domandiamoci inoltre quale è la preparazione di questi due candidati, i quali sicuramente saranno timorati di Dio e uomini di grande fede, ma il Can. 1027 del Codice è molto chiaro.

Gli aspiranti al diaconato e al presbiterato siano formati mediante un'accurata preparazione, a norma del diritto. 

Fr. Fabio ha conseguito un diploma biennale all'Institut catholique de Paris e Fr. Raffaele non ha alcun titolo. Entrambi non hanno il baccalaureato in Sacra Teologia. Si veda il Can. 1032 §1.

Tali condizioni sono poste ai fini della liceità (Can. 1025 §1).


Lo studio approfondito e organico della filosofia e della teologia è lo strumento più adatto in vista dell'appropriazione di quella forma mentis che consente di affrontare le domande e le sfide che si presentano nell'esercizio del ministero, interpretandole in un'ottica di fede. Da una parte, è necessario non trascurare una solida e adeguata qualità della formazione intellettuale, dall'altra, occorre ricordare che l'adempimento degli obblighi relativi allo studio non può essere l'unico criterio per determinare la durata dell'iter formativo del candidato al sacerdozio, dal momento che lo studio, sebbene importante, rappresenta solo un aspetto, pur non secondario, della formazione integrale, in vista del presbiterato. 

Ratio Fundamentalis

È chiaro che queste ordinazioni vengono celebrate, ignorando sia le questioni canoniche sia il fatto che l'Ordine sacro non è un sacramento che può essere conferito "un tanto al chilo". Evidentemente però, a Bose, sentono l'urgenza di qualcuno che celebri l'eucarestia visto che i presbiteri che c'erano sono volati, uno a Milano e l'altro a Cellole ed ora in comunità ne è presente soltanto uno.