Bose: veleni e ombre

12.04.2021

A distanza di un anno dal provvedimento che allontanava 4 monaci, ora a Bose c'è un governo da totalitarismo tribale. In arrivo anche rinforzi da Milano. Spuntano firme falsificate e statuto falso anche in Regione. 

Nei più grandi regimi totalitari sappiamo che funziona così: "O la pensi come la penso io oppure sei fuori". Diciamo che questo è sempre stato il grande problema che ha crucciato la Chiesa per anni. Quale possa essere l'equilibrio fra obbedienza e sottomissione? Probabilmente è nel modo e nell'adesione ai principi evangelici. Cristo non ha mai chiesto obbedienza ai suoi ma gli ha chiesto di seguirlo. Se volevano. 


A Bose, quasi un anno fa, 4 monaci erano stati allontanati proprio sulla base di queste insinuazioni. Il fondatore era "autoritario" e gli altri 3 non erano "sottomessi" al nuovo Zar. Questo era il problema. Le accuse non sono state dimostrate ma sopratutto non vi erano "norme" dello Statuto che fossero state violate. Sia da parte dei monaci che dal fondatore. Risultato? Con atti autoritativi e maestria nel disporre delle questioni, i dissidenti sono stati cacciati senza garantire loro alcun diritto. Senza di loro, sicuramente oggi è tutto perfetto. 

Facciamo un salto a Bose a vedere che aria tira. 


Il clima odierno

Entrando in comunità il clima è teso e di sospetto. Chiunque ha chiesto al priore spiegazione di questo ingresso a gamba tesa da parte di Roma, oggi non può aprire bocca. Il priore nei capitoli urla e taccia chiunque osi dire qualcosa contro quanto viene imposto (e non proposto). Ci sono suore che urlano contro i propri fratelli per il semplice fatto che hanno il benestare del priore. Come già ho detto, la violenza psicologica che viene messa in atto è atroce. Ma è questa la Bose che conoscevate? Io negli anni ho sempre sentito parlare di "ecumenismo, accoglienza, sostegno" non di "regole, imposizioni e punizioni". 
Il priore, Luciano Manicardi, continua a sostenere che i giornalisti stanno facendo una guerra contro la comunità. Come se vi fosse un interesse. Le cose che probabilmente Manicardi non riesce a concepire è che i suoi fratelli, più volte, lo hanno invitato a rispettare lo statuto, a non essere autoritario ma padre, di ascoltare tutti (anche coloro che lui ritiene contrari al suo governo). Così crescevano, caro Manicardi, le comunità cristiane. Confrontandosi ed affrontando anche il dissenso che ci viene palesato. 

E' per questo che più volte ho ribadito di non giocare a fare "gli psicologi". Perchè essere psicologi significa avere i mezzi per ascoltare e aiutare a crescere, giocare invece non è la stessa cosa. Fermo restando che poi non mancano coloro che, seppure hanno il titolo, dicono delle idiozie. Vedi Padre Amedeo Cencini sull'omosessualità. 

A Bose il clima non cambia ma peggiora. Ed è normale che sia così. I problemi si affrontano non si evitano. Cacciando i monaci non si risolve il problema alla radice. Se il problema è l'incapacità di governare, non possiamo dare la colpa ai monaci che non si lasciano "governare". Se la mamma è depressa e uccide il figlio non è colpa del bambino che piangeva. Cioè vorrei fosse chiaro. E utilizzare questi soggetti improvvisati per andare a fare qualche catechesi o la caccia alle streghe non è la soluzione. La Chiesa, da molti anni a questa parte, sta facendo credere ad alcuni religiosi di essere i luminari della psicologia, la salvezza della psiche e del mondo. Quando in realtà si tratta di persone che hanno letto tre o quattro libri, si sono laureati a università pontificie e poi, per via del concordato, ottengono anche il riconoscimento dei titoli. 


Gli interventi dispotici del priore

Sono state diverse le volte in cui Manicardi ha escluso qualche professo dal capitolo. Qualcuno si è visto precludere la partecipazione al capito per giorni e messo a mangiare i propri pasti da solo. Chi interviene a capitolo viene redarguito se interviene con affermazioni che turbano il sentimento di chi presiede. Per punizione. Provvedimenti che neppure si adottano con i bambini. Le neuro scienze sono ben chiare su quanto siano gravi questi comportamenti abusanti e creano disvalore in chi li subisce. 

Questi sono comportamenti disdicevoli, autoritari e sono atteggiamenti abusanti, forse chi arriva a Bose stasera dovrebbe saperlo. 

Diverse volte, qualche crestina, ha alzato la testa dicendo: "Chi non è d'accordo con questo governo può anche andare via". Come possiamo pensare che questa sia una comunità cristiana? Una comunità di credenti che tenta di vivere il Vangelo? 

Arrivano i rinforzi


Nel frattempo il delegato pontificio ha chiamato i rinforzi da Milano. Si tratta del Rev.do don Enrico Parolari e di Anna Deodato
Il primo è un presbitero dell'Arcidiocesi di Milano ed è psicologo e psicoterapeuta iscritto all'ordine degli psicologi della Lombardia. Ha incarichi di docenza a Roma presso l'Istituto Superiore Formatori ed è responsabile del Centro diocesano Vocazionale di Milano. Svolge la sua attività di psicologo anche all'interno del Seminario Arcivescovile, del Centro tutela minori dell'Arcidiocesi di Milano. 

Con lui sarà presente Anna Deodato, appartenente all'istituto delle Ausiliare diocesane di Milano,  la quale non è una piscologa ma è una pedagogista. Ha conseguito poi la licenza presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e presso l'Istituto Superiore Formatori. 


Entrambi sbarcheranno questa sera a Magnano per tenere una terza settimana di "formazione" all'interno della comunità. Questa dal titolo: "Essere adulti e diventare piccoli: la fatica e la gioia di intessere la storia della comunità" la quale si terrà dal 13 al 16 di aprile. Agli incontri potranno partecipare solo i monaci più "giovani". Il priore ha richiesto il rientro di alcuni, chi da Cellole, chi da Ostuni, chi da Roma e chi da Assisi. Tutti a Bose per imparare a diventare piccoli me ad essere adulti. Che ridere! Quei titoli che dicono tutto e niente. 

Ma ciò che è interessante sono gli spunti che vengono proposti alla comunità: 

Dove cerchi il pane che ti fa vivere?

Dove ti senti accolto?

Quali sono i principali pregiudizi ereditati dalla Chiesa, dalla cultura, dalla società nella quale viviamo? Come andare oltre questi pregiudizi? 

Quale relazione, a livello personale ed ecclesiale,  con i poveri e gli esclusi? Come guardare il mondo "da sotto al tavolo"?

Ma che domande sono? Ma la spiritualità? La preghiera? La formazione seria dove è?? Dove cerco il pane? Dal panettiere! Ma tutto bene?  Dove ti senti accolto? Probabilmente ecco non si sentono accolti in una realtà come quella che si è venuta a creare a Bose dal 2019 in poi. 

Riusciranno Parolari e Deodato a far comprendere a questi monaci che questo clima non è favorevole per la loro crescita? Riusciranno a capire che questa reggenza non funziona? Inviteranno questi monaci alla fratellanza, all'ascolto di TUTTI? 

Padre Cencini e la Santa Sede hanno invitato i monaci alla legalità? 


Reati e falsi statuti 

Come avevo già scritto, la comunità monastica ha utilizzato il nome di Enzo Bianchi per poter ottenere dei fondi da parte di Fondazione CRT. In quella occasione l'economo Guido Dotti inserì la NORMA TRANSITORIA nello statuto approvato dal Vescovo Gabriele Mana, andando così a contraffarlo. Ne ho parlato qui. Oggi la Regione Piemonte ha confermato che anche per il Convegno di spiritualità ecumenica del 2017, l'economo presentò lo Statuto manomesso e addirittura firmò al posto di Bianchi falsificando la sua firma. Al precedente, quindi, si aggiunge il reato p. e p. dall'art. 482 del Codice Penale. 

Al nuovo governo dico: la Verità è emersa, sta emergendo ed emergerà sempre più pressante.Chiudere la porta non serve e non servirà a nulla, bisogna riconoscere i propri errori e cambiare. In altre parole, con quelle di Cristo, vi dico: 


"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1, 15)



Silere non possum!

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