Slovenia al Vaticano: ma avete un codice di procedura penale?

23.11.2021

Il ministero della giustizia della Repubblica di Slovenia alla Segreteria di Stato: dateci una copia del codice penale e di procedura penale, sennò qui non eseguiamo nessuna richiesta. Pubblicata la consulenza tecnica della difesa sull'interrogatorio di Perlasca. 

Molti lettori sentendo le richieste di estradizione formulate dal Vaticano nei confronti di Torzi e Marogna, si saranno chiesti: come funzionano, in oltre Tevere, le rogatorie internazionali? Il caso del palazzo londinese, quindi, ci offre alcuni spunti per potervi spiegare alcune parti del codice di procedura penale dello Stato della Città del Vaticano. Il quale è stato recentemente pubblicato


Le richieste di assistenza giudiziaria in Vaticano

Le richieste quali rogatorie o estradizioni vengono effettuate dall'ufficio del promotore di giustizia (quella che è la Procura della Repubblica in Italia) alla I° Sezione della Segreteria di Stato ovvero quella per gli affari generali. Al momento queso ufficio è diretto dal sostituto per gli affari generali Edgar Peña Parra. 

Il sostituto ha poi il dovere di rivolgerla, per via diplomatica, al governo estero. La procedura è la medesima quando è lo stato estero che si rivolge allo Stato della Città del Vaticano. 


Il Vaticano contro Logsic O.O. con sede a Dunajska cesta

Il ministero della giustizia sloveno, dopo aver ricevuto dal promotore di giustizia una alquanto discutibile richiesta la quale prevedeva: "il sequestro delle somme giacenti sui conti intestati a Logsic O.O. con sede a Dunajska cesta, 51 1000 Lubiana e, per quanto conosciuto recanti numeri: a. SI 56191000011457597 - DEZELNA b. SI 56290000052910059 - UNICREDIT. Nonché su qualunque altro rapporto intestato alla citata società. L'acquisizione, tramite sequestro e/o esecuzione, degli estratti conto di tutte le movimentazioni bancarie intestate alla Logics D.O.O. effettuate presso Istituti Bancari della Repubblica di Slovenia." ha fatto pervenire ai magistrati vaticani una nota del tribunale alquanto sorpresa. 

Il ministero pertanto trasmette le richieste della Corte slovena, la quale domanda ai promotori vaticani: 

In primo luogo, la Corte distrettuale di Lubiana vi chiede gentilmente di indicare la base giuridica pertinente delle richieste di mutua assistenza legale (per esempio la convenzione pertinente, il trattato internazionale o il principio di reciprocità). 

In secondo luogo, la Corte vi chiede di tradurre le richieste in lingua slovena.

Inoltre, le richieste devono essere integrate con la definizione legale e la descrizione del presunto reato, il luogo in cui il reato sarebbe stato commesso, e l'importo dei proventi derivanti dal reato o il danno ottenuto.

In terzo luogo, la Corte chiede di indicare la motivazione per cui si domanda il sequestro temporaneo dei fondi nei conti bancari di Unicredit Bank Slovenija d.d. e Dezelna Banka Slovenije, d.d., in quale misura i fondi devono essere sequestrati, nonché il motivo per cui si propone di ottenere i dati bancari della società FINIM d.o.o.

Infine, la Corte vi chiede gentilmente di allegare la trascrizione delle disposizioni pertinenti del vostro Codice Penale e della legge sulla procedura penale.

Chiediamo gentilmente alla vostra stimata Corte di soddisfare la richiesta di integrazione e di inviare i dati richiesti al nostro Ministero. 

Dal reparto investigativo (vedi sopra), infatti, viene inviato un documento in cui si sottolinea, ancora una volta, che i promotori di giustizia non sanno avanzano una richiesta senza però conoscere le norme e quindi la richiesta deve essere corretta dai vizi. Vizi che stanno costellando l'intero operato di questi avvocati italiani, improvvisati magistrati vaticani. 

"La legge di procedura penale, Čl.514, prevede che l'assistenza legale internazionale in materia penale sia data in conformità con le disposizioni della legge stessa, a meno che non sia previsto diversamente da un trattato internazionale o da altra legge. Non è chiaro dalle due richieste fatte dai due promotori di giustizia, la base giuridica su cui si basano le richieste, come una convenzione, un trattato internazionale o il principio di reciprocità.

Vi chiedo quindi di tradurre le richieste in sloveno. La richiesta deve indicare la definizione legale e la descrizione del reato di cui la persona è sospettata, dove il reato è stato commesso e l'ammontare dei proventi del crimine".


L'arbitrarietà dell'operato contra legem del Promotore di giustizia

Nell'annotazione di P.G. a cura dei gendarmi Bassetti e Troiani, in merito alla LOGSIC, Humanitarne Dejavnosti, D.0.0, gli stessi riferiscono al Promotore di Giustizia: "Si ritiene che la signora Marogna possa fornire utili elementi per capire sia le motivazioni che l'hanno spinta a far destinare dette somme, ma soprattutto il fine ultimo delle medesime."

Sostanzialmente, quindi, la polizia giudiziaria durante la sua attività ha ritenuto che l'interrogatorio della MAROGNA fosse necessario. Tale atto difatti è richiesto dal codice di procedura penale vaticano e il promotore di giustizia è tenuto a rispettarlo. Rammentiamo e sottolineiamo, codice di procedura penale VATICANO, non italiano. Così, per dire, visto che ci sembra qualcuno abbia confuso spesso i due ordinamenti. 

Infine crea veramente sgomento, leggere in una annotazione di polizia giudiziaria quanto segue: 

"Recenti servizi televisivi ed articoli di stampa, in particolare il programma televisivo "Le Iene" andato in onda in data 6 ottobre u.s. e 8 ottobre u.s., sui canali nazionali delle reti mediaset, hanno documentato come la società Logsic doo ha sede in Lubiana (Slovenia), tuttavia senza un Ufficio e senza alcun personale che vi lavora. All'indirizzo Dunajska Cesta 51, 1000 Ljubljana (Slovenia) sede della società risulterebbe esclusivamente una cassetta per la ricezione della corrispondenza postale."

Innanzitutto si parla di canali nazionali. L'informativa viene redatta oltre Tevere, non mi pare Silvio Berlusconi abbia anche conquistato lo Stato della Città del Vaticano. Certo, viene da ridere, ma qui c'è da piangere. Abbiamo a che fare con persone che non hanno minimamente presente cosa sia lo Stato della Città del Vaticano, come funzioni e quanto sia delicato questo procedimento. Ma poi domandiamoci seriamente se un organo che esercita attività per conto del Sommo Pontefice, ovvero amministrare la giustizia, possa scrivere cose di tale gravità. L'attività investigativa non è demandata ad organi ufficiali ma a Gaetano Pecoraro? Credo realmente che stiamo rasentando il ridicolo. L'unica domanda che ci poniamo è: con quale faccia un domani la Repubblica Italiana  (e anche quella Slovena) risponderà di follie così gravi innanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, qualora desse seguito alle richieste di questi promotori di giustizia. 


La consulenza tecnica della difesa 

Il difensore del dott. Crasso ha chiesto di effettuare una Consulenza Tecnica di trascrizione di registrazione audio/video dell'interrogatorio reso da Mons. Alberto Perlasca il 29.04.2020 presso l'Ufficio del Promotore di Giustizia nello Stato della Città del Vaticano. Ecco il testo.